La storia del cajon

Il cajon è nato in Peru’, era lo strumento dei lavoratori neri che, sprovvisti dei loro tamburi africani, si adattavano a percuotere le casse di imballo del cotone per celebrare i loro riti tribali. Gli schiavi deportati dal sud del vecchio continente erano costretti ad utilizzare i cassoni adibiti al trasporto merci, per esprimere la propria arte musicale e per officiare i tradizionali riti sacri. D’altra parte la parola cajon significa semplicemente “scatola“. Nelle navi negriere non avevano potuto certo portarsi appresso i vecchi tamburi africani, e nemmeno c’era disponibilità di pelli, fusti e budelli per costruire percussioni in loco. Le casse di trasporto merci, se percosse, suonavano, si potevano usare come tamburi.

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La storia del cajon

La storia ci racconta che il percussionista di Paco De Lucia, Caitro Soto, nel vicino 1982, rimase colpito dall’efficacia del suono prodotto da questa primitiva percussione, decise cosi’ di utilizzarlo per accompagnare il suo flamenco. Costrui’ di persona due manufatti riducendo la larghezza del basso a 29/30 cm e, per rendere il suono alto più incisivo e adatto al suo genere musicale, vi inseri’ due corde di chitarra a “V”. Era nato il padre del cajon moderno, quello che ne ha decretato la fortuna, in virtu’ del fatto che il suono alto cominciava ad assomigliare sempre più ad un rullante di batteria.

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Paco De Lucia, Caitro Soto

L’ulteriore evoluzione è stata l’introduzione della retina presente sotto il rullante di batteria per riprodurre il suono di snare. La sonorità secca e schioccante del cajon flamenco, cosi’ lontana dal gusto del batterista, comincia a diventare più simile al tamburo principe della musica moderna.

Nei primi modelli la cordiera veniva fissata orizzontalmente, all’interno dello strumento, in alto. Nel tentativo di ottenere più pulizia del suono di cassa, l’azienda tedesca Schlagwerg, ha brevettato un sistema che prevede il taglio della retina, i due pezzi vengono fissati su un travetto orizzontale ruotabile, permettendo così al sistema di poter essere regolato, le due mezze retine vengono posizionate verticalmente, sempre dentro allo strumento. Ora la timbrica e’ più pulita anche se ritorna ad avere alcune caratteristiche simili al suono del vecchio flamenco a corde di chitarra (rullo piccolo). Insomma far quadrare il cerchio (cassa pulita e rullante grasso) non è semplice. Si tratta poi sempre di sistemi interni, il suono rimane comunque piuttosto ovattato.

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Come è nato il cajon

Cajon Rock ha sviluppato un sistema di rullante che permette di avere un suono di retina presente e sensibile, puoi regolarlo e disabilitato al volo, grazie ad un mute scorrevole ed alla cordiera ruotabile. La cassa puo’ suonare colorata o pulita a seconda delle esigenze personali e del genere musicale che si desidera eseguire. Non troverete da nessun’altra parte una soluzione del genere. Penso si tratti dell’ultima evoluzione del cajon.

Naturalmente si tratta di una analisi assolutamente personale, in tanti continuano ancora ad apprezzare sia il cajon con corde di chitarra interne sia quello con le due mezze retine.  Non mi resta che ripetermi: evviva la differenza!

La libertà di allestire una postazione percussiva personalizzata è una ulteriore novità alla portata di tutti, possibile grazie alla presenza del cajon che occupa poco posto e lascia spazio, tanto spazio, alla tua fantasia. 

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