Come scegliere il cajon giusto

Cajon immagine slide

Quali sono le caratteristiche che fanno del cajon una percussione unica, quelle che deve possedere il cajon ideale?

Per poter essere utilizzato come drum-set efficace nella musica pop rock in sostituzione di una batteria è necessario che il cajon rispetti assolutamente alcuni requisiti, ne ho individuati cinque

1) Importantissima la separazione fra cassa e rullante, fra basso e alto. In parole semplici, se colpisci in alto devi ottenere una sonorità acuta che si porti dietro la vibrazione della retina, in quel punto deve suonare lo snare. In basso invece il colpo deve avere un effetto sonoro grave e compresso, in quel punto deve suonare il kick. Si tratta pero’ di una separazione che non dovrà essere assoluta e rigida, perchè ad alcuni percussionisti la cassa piace completamente pulita, libera dal suono di retina, altri invece preferiscono che un leggero suono di retina continui ad essere presente anche sul basso, per simulare l’hat che completa il pattern ritmico e suona sempre in contemporanea alla cassa.

2) In base a quanto detto sopra, ecco la seconda caratteristica, la soluzione migliore è che il cajon adotti un rullante regolabile. Attenzione pero’, molti cajon dicono di avere la cordiera interna regolabile, in realtà non c’è nessuna regolazione che mitighi o aumenti la quantità di retina, c’è solo la possibilità di trovare la posizione giusta fra l’assenza di effetto e lo sferragliamento, per carità, meglio che niente, pero’ non si tratta di “cordiera regolabile”.

3) Ibasso dovrà essere fermo e compresso, altrimenti risulterà molto difficile da microfonare e invece di assomigliare al pezzo di batteria imiterà il tamburo africano, cosi’ son capaci tutti. Non è facile ottenere questo risultato, il rischio è quello di stoppare, smorzare e uccidere la profondità della cassa.

4) Retina non sferragliante, il suono di rullante deve risultare realistico e pulito, la cordierà dovrà essere calibrata alla perfezione per non dare luogo a quella fastidiosa vibrazione che sporca tutto, su questa caratteristica si gioca gran parte della differenza fra un cajon ben fatto, controllato e calibrato ed uno prodotto in serie

5) Ultima cosa importante, è quella della versatilità. Il cajon deve essere versatile, da solo deve poter produrre due strumenti: la batteria e la conga (o il bongo, il djembe). Dicevamo che una bella sua particolarità è che si tratta di uno strumento comodo e leggero, che ti puoi portare dietro senza sforzo, magari con lo scooter. Bene, se poi, per completare il tuo drum-set sei costretto a trasportare anche conga e bongo, allora, come si dice dalle mie parti in romagna “le un caz’tut’un” (è annullata tutta la praticità). Quindi il costruttore dovrà inventare una soluzione che lo renda in grado di cambiare suono, deve essere possibile disabilitare la retina e ritornare immediatamente allo stato di prima, alcuni cajon sembra lo possano fare, ma non è vero, o almeno è vero solo in parte. In quelli che adottano due mezze retine all’interno (quasi tutti) il percussionista è costretto a fermare l’esecuzione, disabilitare lo snare e, successivamente, perdere altro tempo per ritrovare la giusta aderenza delle retine.

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