02 Giu 2019

Come scegliere il cajon giusto

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Come scegliere il cajon giusto

Vediamo quali sono le caratteristiche che fanno del cajon una percussione unica. In questo articolo troverai i requisiti che deve possedere il cajon ideale. Queste informazioni possono accompagnarti nella scelta del tuo cajon di qualità.

Per poter essere utilizzato come drum-set efficace nella musica pop rock in sostituzione di una batteria è necessario che il cajon rispetti assolutamente alcuni requisiti, ne ho individuati sei

1) Attenti al prezzo!

La prima cosa, che non sarebbe nemmeno da mettere in elenco perchè dovrebbe essere un pre-requisito legato al semplice buon senso, è che il prezzo non dovrà essere troppo basso, altrimenti sarà bassa anche la qualità dello strumento e ti troverai ad aver scelto un cajon che suonerà di plastica, se suonerà.

Insomma, lasciate stare i cajon cinesi da 70,00€ o i kit di costruzione tipo ovino kinder. Lasciate perdere anche gli pseudocajon artigianali da 60,00€, ma davvero pensate che un artigiano dedichi idee, tempo e cura per un guadagno di venti euro? Si tratta di strumenti buttati su in fretta, senza nessuna idea tecnica costruttiva interessante.

Diciamo che con 130,00€ puoi gia’ trovare un cajon che ti garantisce un buon livello di performance e che oltre i 250,00€ paghi l’estetica.

2) Separazione cassa-rullante

Importantissima la separazione fra cassa e rullante, fra basso e alto. In parole semplici, se colpisci in alto devi ottenere una sonorità acuta che si porti dietro la vibrazione della retina, in quel punto deve suonare lo snare. In basso invece il colpo deve avere un effetto sonoro grave e compresso, in quel punto deve suonare il kick. Si tratta pero’ di una separazione che non dovrà essere assoluta e rigida, perchè ad alcuni percussionisti la cassa piace completamente pulita, libera dal suono di retina, altri invece preferiscono che un leggero suono di retina continui ad essere presente anche sul basso, per simulare l’hat che completa il pattern ritmico e suona sempre in contemporanea alla cassa.

3) Rullante regolabile

In base a quanto detto sopra, ecco la seconda caratteristica, la soluzione migliore è che il cajon adotti un rullante regolabile. Attenzione pero’, molti cajon dicono di avere la cordiera interna regolabile, in realtà non c’è nessuna regolazione che mitighi o aumenti la quantità di retina, c’è solo la possibilità di trovare la posizione giusta fra l’assenza di effetto e lo sferragliamento, per carità, meglio che niente, pero’ non si tratta di “cordiera regolabile”. In poche parole devi poter controllare l’intensità della retina sul rullante, ma, sopratutto, devi poterla dosare sulla cassa.

4) Basso compresso

Ibasso dovrà essere fermo e compresso, altrimenti risulterà molto difficile da microfonare e invece di assomigliare al pezzo di batteria imiterà il tamburo africano, cosi’ son capaci tutti. Non è facile ottenere questo risultato, il rischio è quello di stoppare, smorzare e uccidere la profondità della cassa, la sfida è invece quella di mantenere mantenere anche una certa gravità e sonorità del basso.

5) Retina ben equilibrata

Possiamo anche dire “Retina non sferragliante”, il suono di rullante deve risultare realistico e pulito, la cordierà dovrà essere calibrata alla perfezione per non dare luogo a quella fastidiosa vibrazione che sporca tutto, su questa caratteristica si gioca gran parte della differenza fra un cajon ben fatto, controllato e calibrato ed uno prodotto in serie. Naturalmente la retina dovrà farsi sentire in modo abbastanza esplicito, ci sono cajon che per far venir fuori il rullante occorre essere dei cajoneri flamenco super professionisti!

6) Versatilità

Ultima cosa importante, è quella della versatilità. Il cajon deve essere versatile, da solo deve poter produrre due strumenti: la batteria e la conga (o il bongo, il djembe). Dicevamo che una bella sua particolarità è che si tratta di uno strumento comodo e leggero, che ti puoi portare dietro senza sforzo, magari con lo scooter. Bene, se poi, per completare il tuo drum-set sei costretto a trasportare anche conga e bongo, allora, come si dice dalle mie parti in romagna “le un caz’tut’un” (è annullata tutta la praticità).

Quindi il costruttore dovrà inventare una soluzione che lo renda in grado di cambiare suono, deve essere possibile disabilitare la retina e ritornare immediatamente allo stato di prima, alcuni cajon sembra lo possano fare, ma non è vero, o almeno è vero solo in parte. In quelli che adottano due mezze retine all’interno (quasi tutti) il percussionista è costretto a fermare l’esecuzione, disabilitare lo snare e, successivamente, perdere altro tempo per ritrovare la giusta aderenza delle retine.

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