Come è fatto

Il Cajon Rock è un cajon a cordiera esterna regolabile / disattivabile e basso a compressione controllata. Uno strumento che genera un suono molto diverso da quello espresso dai tradizionali snare-cajon o cajon-flamenco a cordiera interna, un timbro con grande corpo e, sopratutto, con una inconfondibile timbrica di rullante.

Cajon Rock

La cordiera esterna simula alla perfezione il pezzo di batteria, con una rullata da brivido. Se percosso nel modo giusto è in grado di riprodurre un vero rullante, uno snare profondo e corposo, ricco di retina, facile da far risuonare, sensibile al più leggero tocco delle dita. Regolabile e disattivabile.

il-rullante-del-cajonrock-2

Il Cajon Rock Misura 30 cm in larghezza, 32,5 cm in profondità (contando l’ingombro della cordiera esterna che comunque si puo’ staccare in quanto fissata con velcro) e 48 cm in altezza, è realizzato con legni di betulla e pioppo a diverso spessore. 

Le fasi di lavorazione sono accuratamente pianificate, ogni singolo cajon prodotto deve rispondere a requisiti di comoditàqualità del suonorobustezza ed eleganza.

fasi-di-lavorazione

Il manufatto è trattato con tre mani di vernice trasparente protettiva, rimane leggermente ruvido al tatto: sulla tapa per ottimizzare l’uso delle spazzole e per favorire la giusta risonanza della retina, sul piano di seduta per evitare lo scivolamento e sulle pareti laterali per facilitarne la presa.

La buca del cajon è parzializzabile, trick utilissimo per calibrare il suono di cassa, che risulta più compresso e stoppato quando la luce è ridotta, in questo modo è anche facilitata la ripresa microfonica perchè si evitano i rientri e si asciuga il basso. Non esiste infatti una apertura standardizzata, ogni cajon suona in modo diverso e l’area di sfiato deve essere personalizzata. Per attivare la parzializzazione basta staccare e riattaccare l’apposita tavola fissata con velcro. 

buca-bassa-del-cajon-rock

La posizione bassa della buca contribuisce ad abbassare la nota del basso che risulta piuttosto grave.

Il porta microfono fissato in prossimità della buca.

microfonazione-cajon

La battuta ergonomica, aiuta le mani del percussionista. In corrispondenza degli angoli, dove la falange andrà a colpire lo slap o lo snare, sono presenti due levigature che aiuteranno sensibilmente la performance. La seduta è poi ben arrotondata ai lati e sul retro, in modo che le chiappe del musicista non debbano soffrire le lunghe serate live 🙂

levigatura-del-cajon

La tavola frontale (tapa) è fissata con apposite viti calibrate nel serraggio. Risulta piuttosto morbida al tocco, risponde bene alla vibrazione della retina esterna e genera un basso caldo, potente e facile da amplificare, è la parte più delicata del cajon, da proteggere adeguatamente durante i viaggi.

snare-esterno-nel-cajon-rock

E’ presente anche una comoda maniglietta in gomma che ti sarà utilissima per muovere il cajon.

maniglietta-si-trasporto-cajon-rock

Quattro piedini in gomma lo distanziano da terra, sono uno stabile appoggio e permettono allo strumento di vibrare liberamente.

piedini-in-gomma-nel-cajon

Lo strumento è trattato con una mano di impregnante ad alta penetrazione (se rischiesto tinto con aniline colorate) e tre di trasparente protettivo. Si tratta di una copertura ecologica piuttosto efficace, che protegge lo strumento da umidità, acqua, sudore e piccoli urti. Non risulterà plastificato ma ben indurito e di aspetto piacevolmente satinato.

Due parole riguardo le dimensioni del cajon e i legni utilizzati

Il cajon standard tedesco misura 30x30x50, quello Flamenco 29x29x48. Il peruviano è molto largo, non si sanno le misure esatte, ma sembra che arrivi addirittura a 40 e passa di larghezza…. Nel flamenco il basso non è cosi’ importante, una larghezza di 29cm esprime un basso medio, giusto per il genere. Nella musica tradizionale peruviana, invece, il basso è importante, pero’ in questo caso non abbiamo codificazioni standard, diciamo che il Cajon peruviano tradizionale, senza retina, è semplicemente una scatola di legno, molto poco raffinata, spontanea, ricca di feeling ma piuttosto limitata come sonorità. Il problema del cajon troppo largo è che poi le retine non suonano come si deve. Per i peruviani il problema non si pone, in quei cajon le retine non ci sono, e nemmeno le corde di chitarra, ma se vuoi emulare una batteria, non devi avere un cajon troppo largo, altrimenti il rullante non è più incisivo, si disperde nel vuoto dello spazio e non rulla più. Sono giunto ad un punto fermo. Per continuare a mantenere uno snare accettabile non è il caso di superare i 33cm di larghezza. E’ il limite massimo, secondo me, la cassa sarà più grave di uno standard e le retine continueranno a suonare.

La struttura del Cajon Rock è in legno multistrati di betulla abbinato al pioppo. Il primo ha caratteristiche risuonanti il secondo assorbenti. La combinazione dei due legni genera un suono piuttosto equilibrato.

La tavola posteriore risuonate. Anche qui, ci sarebbe molto da dire. Questa parte del cajon contribuisce in modo determinante alla sonorità dello strumento. Nei cajon flamenco è di betulla pittosto spessa, dura, rigida, spessore 10 o 12 mm. In quei cajon è necessario che sia cosi’, altrimenti il suono di snare, già difficilmente percepibile, non verrebbe fuori, pero’ il basso ne viene profondamente penalizzato, d’altra parte, nel flamenco, il basso non è importante. I cajon snare tedeschi utilizzano una tavola risuonante piuttosto sottile, in questo modo il basso scende di nota e risulta sicuramente più adatto ad interpretare generi musicali più moderni. Se si esagera con la leggerezza della tavola risunante, il suono perde in potenza ed aggressività. Nella costruzione del Cajon Rock ho scelto un retro in pioppo da 8mm, in questo modo il colpo basso risulta avere la giusta potenza oltre ad esprimere una bella nota grave.

La tapa anteriore è sicuramente la parte più importante dello strumento. C’è chi utilizza il betulla avio a 5 strati, per quanto la sua robestezza salvi il cajon da rotture indesiderate, il suono di basso viene molto penalizzato per l’eccessiva rigidita’ di questo tipo di legno e il rullante risulta “plasticoso”. Piu’ la tapa è leggera, più il basso è grave ma perde in potenza ed aggressività, il rullante non sviluppa impreiosità, brillantezza, schiocco e potenza. Nella progettazione del Cajon Rock, dopo numerose ed accurate prove, ho deciso per una tapa in betulla da 3 mm. La sua giusta rigidità, la caratteristica leggerezza e porosità, permette di ottenere un ottimo rullante e, nello stesso tempo, la sua morbidezza è perfetta per il basso, che deve risultare grave ma anche potente. Nei cajon a cordiera interna è necessario montare una tapa molto sottile, altrimenti il rullante non si sente, il problema è che in questo modo il suono perde di impatto e potenza e il basso risulta “sfarfallante” e poco definito, occorre poi scegliere materiali più duri che spesso non hanno una bella risonanza. Utilizzando il mio nuovo sistema a cordiera esterna, brevettato Cajon Rock, al contrario, non è necessario ridurre troppo lo spessore della tapa per il semplice modtivo che la retina risuonante non è sotto le dita, ma è posizionata alla estremità opposta della tapa, in basso, la cordiera risuonerà benissimo per simpatia simmetrica a prescindere dallo spessore del legno.

Giugno 3, 2019
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