Cajon Blog News

La retina molto rock!

Ho sempre montato un sistema di cordiera interno. Le due classiche mezze retine verticali su un travetto orizzontale. La caratteristica è una pressochè totale distinzione cassa.rullante. Il problema è che che mancava il brivido della rullata e poi la cassa rimaneva desolatamente vuota...

Desideravo cambiare. Da mesi faccio prove su prove. Alla fine l'idea è arrivata. Come arriva un fulmine, come un qualcosa che viene da altrove. Per caso. Per errore è nata l'idea.

Particolare Retina Modello SnareOut

Mi piace la sua leggerezza e la sensibilità, mi piace che suoni un po' assieme alla cassa, la ritmica ora è piena, colorata.
Poi, come un fiume, è arrivato tutto il resto.

Retina abilitata2

La semplice regolazione, il mute... Insomma una vera figata.
La retina esterna non è una cosa nuova, ma questo sistema non l'ho mai visto in giro.
Non l'ho brevettata, ma ho subito pubblicato, cosi' non la puo' brevettare nessun altro e la posso utilizzare in santa pace.
E' una cosa nuova, ma ora suonare il cajon è ancora più gustoso!

 

Appunti di costruzione: la struttura

 

Il materiale più usato per la costruzione della struttura del Cajon è sicuramente il multistrati di betulla. Un legno duro, durissimo, a volte capita che si pieghino i chiodi e l'avvitatore fatica a far girare la vite, tanto da scaldarsi ed esaurire la batteria. Lo spessore più usato è il 12mm, ma anche il 9mm. Anche io costruivo con betulla da 9mm i primi strumenti.

Il fatto è che la struttura del cajon, secondo me, non và paragonata a quella di una chitarra, ma al fusto di un tamburo. Insomma, la struttura non deve risuonare, deve contenere. Cominciavo a pensare che servivano spessori più azzardati

Poi un giorno vidi un cajon particolare, strano per i miei occhi. Un cajon largo, un po' grezzo forse, ma molto affascinante, con davanti un logo etnico. Era il Gunjia. Niente betulla, ma legno lamellare da 18. Allora ho pensato: vedi che anche sto tipo ha optato per una struttura robusta come pensavo anch'io?

Lamellare di abete. Il più leggero ed economico. Tenero ma robusto. Dalla venatura etnica.

Solo che quello spessore mangiava un po' di spazio, se continuavo a mantenere le dimensioni del cajon di larghezza standard poi la cassa diventava mediosa, perdeva nel grave. Allora ho allargato il cajon a 33cm. A questo punto i conti hanno cominciato a tornare. Bene.

Non è finita, non è mai finita: ho provato il betulla pesante da 15mm. Molto pesante, ma che slap, che snare! Con questo legno potevo permettermi di tornare a 30cm di larghezza. Ero indeciso.

Ma perchè scegliere?

Li faccio tutti e due :)

Appunti di costruzione: le misure

Intanto vediamo se le dimensioni contano...

Il cajon standard tedesco misura 30x30x50, quello Flamenco 29x29x48. Il peruviano è molto largo, non si sanno le misure esatte, ma sembra che arrivi addirittura a 40 e passa di larghezza....

Nel flamenco il basso non è cosi' importante, una larghezza di 29cm esprime un basso medio, giusto per il genere. Nella musica tradizionale peruviana, invece, il basso è importante, pero' in questo caso non abbiamo codificazioni standard, diciamo che il Cajon peruviano tradizionale, senza retina, è semplicemente una scatola di legno, molto poco raffinata, spontanea, ricca di feeling ma piuttosto limitata come sonorità.

Il problema del cajon troppo largo è che poi le retine non suonano come si deve. Per i peruviani il problema non si pone, in quei cajon le retine non ci sono, e nemmeno le corde di chitarra, ma se vuoi emulare una batteria, non devi avere un cajon troppo largo, altrimenti il rullante non è più incisivo, si disperde nel vuoto dello spazio e non rulla più...

Sono giunto ad un punto fermo. Per continuare a mantenere uno snare accettabile non è il caso di superare i 33cm di larghezza. E' il limite massimo, secondo me, la cassa sarà più grave di uno standard e le retine continueranno a suonare.

Con 30cm pero' suonano meglio :)